Intervista al cantautore MARCELLO ROMEO, tra SMERALDO E CATRAME, Dalla e Bologna

Marcello Romeo è un cantautore cresciuto artisticamente a Bologna, ascoltando la musica dei grandi cantautori. Negli anni matura diverse conoscenze artistiche e del mondo dello spettacolo, da Dalla a Bennato a Tozzi e altri importanti collaboratori e cantautori.

Inizia le prime pubblicazioni discografiche con Irma Records fino ad arrivare ad intraprendere un proprio percorso artistico, grazie all’ingresso nell’etichetta discografica PMS Studio,  che lo porta alla pubblicazione di un maxi singolo Dentro Una Cometa, l’EP Duets dove vanta importanti collaborazioni e duetti con vari artisti e il singolo La grammatica del cuore con Ignazio Pittari e Federico Aicardi.

intervista di Francesco Bommartini

Smeraldo e Catrame” è il tuo nuovo singolo. So che è dedicato a Lucio Dalla: perché e cosa rappresenta lui per te? 

E’ un brano dedicato a Lucio, nato in un sogno. Nel sogno suonavo il piano e Lucio era dietro ad una tenda rossa. Tutto qui. Però alla mattina mi sono messo al piano a provare quel giro di accordi. Poi è nato il testo misterioso, di questa donna che sparisce nel mare di notte. Luna, mare , notte, mistero, catrame, sporcarsi…ed in questo modo mi sono trovato involontariamente nel circo di Lucio, tutto ciò però rimanendo conscio di essere assolutamente lontanissimo dal suo genio musicale e dalle sue melodie. 

Il brano è nato nel teatro del Navile, sotto la casa di Dalla. So che Roberto Costa ha partecipato all’arrangiamento…come è stato lavorare con una persona che ha vissuto così da vicino la vicenda artistica di Dalla?

Roberto è un grandissimo musicista ed autore, ha le skills e la memoria musicale di trent’anni con Dalla. Ma non solo DallameriCaruso ma anche tutto il resto che è venuto dopo, nella sua  lunga collaborazione con Lucio. Ma nel frattempo è riuscito anche produrre i primi 3 album di Luca Carboni, e poi Antonacci, Bersani etc etc…E a vincere anche un festival di Sanremo con Portami a Ballare. E Roberto da quel film, da quella storia, con grandissima disponibilità mi ha regalato questa perla. Non solo, mi ha dato suggerimenti importanti, riguardo la tonalità, che ho ritenuto di applicare immediatamente e che mi hanno dato sollievo e sicurezza. Non dimentichiamo che Roberto Costa insegna al Conservatorio. E questo è un sogno che si è realizzato, ma che continuerà ad emozionarmi.

Il tuo è uno stile molto cantautorale. Quali sono i cantautori classici che più ti appassionano e perché?

Lucio  Dalla, il numero uno, completamente fuori dagli schemi; De Gregori per gli anni del liceo e le prime canzoni provate al pianoforte; Battisti per la freschezza innovativa continua; Concato per un genere lontano dalle scuole classiche di Bologna-Genova-Roma ed il grandissimo amico artista internazionale Umberto Tozzi.

Bologna è la città della tua crescita artistica. Cos’ha questa città in più di altre realtà italiche?

Bologna mi ha dato la possibilità di suonare e cantare, fin da subito. A vent’anni già suonavo nei locali migliori di Bologna. Locali e club esclusivi. Questa città è fatta di musica. L’unico problema è che io, che mi esibivo tutte le sere tranne il lunedi, (e questo l’ho realizzato dopo) cantavo, pianoforte e voce, i brani di  grandi artisti inglesi americani francesi italiani. E non cantavo mai le mie canzoni…e fu un grave errore.

Oggi la musica corre sempre più spesso nella rete. E’ una modalità di ascolto, quella in streaming, che ti piace o sei più legato all’ascolto fisico? Quali sono le differenze sostanziali per te?

Esiste il cambiamento. Da quando ho iniziato a rispondere a questa intervista saranno nati migliaia di bambini e migliaia di persone ci hanno lasciato. Tutto cambia d una grande velocità. La musica in streaming mi piace. Il web è un mondo che mi fa raggiungere qualsiasi cosa voglia conoscere o acquistare. E la musica adesso è più a portata di tutti. Rimango dell’idea però che in un momento di amnesia totale di internet, e potrebbe succedere, tornerà utile il supporto fisico che non deve mai mancare.

Un brano precedente di Romeo

Qual è lo strumento con cui senti di avere più affinità e quello che vorresti, eventualmente, approfondire maggiormente?

Il mio strumento è il pianoforte. Con il pianoforte puoi fare tutto, sei in grado di portare avanti una serata concerto da solo. La chitarra mi affascina anche perché sul palco riesci ad essere più al pubblico e sei più in contatto. Il pianoforte invece si pone in mezzo, quasi a tenerti più a distanza.

Cosa pensi dell’influenza dei media in campo musicale? Ci sono dei nomi giornalistici che apprezzi particolarmente?

Nel campo musicale ci sono parecchi critici musicali, ma i veri giornalisti che si occupano di musica e provengono dalla musica sono pochi. Mi vengono  in mente Angelo Foletto, Mario Luzzato Fegiz, Red RonnieLucio Mazzi e Marino Bartoletti (Almanacco del Festival di Sanremo).

Ad oggi hai pubblicato alcuni singoli ed un ep. Quali sono le tue prossime mosse? 

Abbiamo dei singoli già pronti da pubblicare, come Napoletana Expresso, poi una riedizione di Via Zamboni, anche un brano impegnato che tratta un argomento attuale, Zattera di Sale. Due nuovi brani che stanno vedendo la luce in questo momento, come Il mio nome è Jasmine e L’onda e il vento. E quindi il progetto di un album che contenga queste tracce.

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