PAUL SCOTT torna al tempo delle radio e dei negozi di dischi con l’ultimo EP

Radio Station è il nuovo lavoro di Paul Scott, che ha suonato basso e chitarra per vari spettacoli australiani, dalle sale comuni e dai centri commerciali di Sydney, Melbourne e Brisbane al Teatro dell’Opera di Sydney. Più di recente, Scott ha pubblicato l’album indie-pop Surrender to Robots.

Scott dice: “Quando ho cominciato l’unico modo per ascoltare musica alternativa era su stazioni radio indipendenti. Io lo facevo spesso e poi mi divertivo a cercare quanto sentito nell’emporio del disco locale. Sfortunatamente quando si trattava di ricordare i dettagli del brano non c’era Shazam: una volta ho passato una settimana a cercare una canzone di Lou Reed chiamata Velvet Underground. Ma non era il nome di un brano”.

In queste parole è contenuto il senso del nuovo lavoro di Scott. Brani melliflui (esempio perfetto Chasing Shadows) non possono che riportare alla memoria momenti belli. E allora ecco di nuovo quelle estati sbiadite dal tempo ma vivaci, a parlare di musica con gli amici. Condivisione, vita, amore.

Il sound ha un flavour electro, con tappeti di tastiere che non obnubilano il comparto rock. Pur nella sua sfumatura ottantiana il risultato non è però solo retrò, e vi si intravedono questioni più vicine ai giorni d’oggi. Su tutto si staglia una vocalità efficace, non degna di grandi interpreti ma nemmeno indifferente.

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