One Final Goodbye: ovvero quando l’addio fa venir voglia di rivedersi. E risentirsi…

Parte con l’acceleratore pigiato One Final Goodbye, il nuovo singolo dei Blind Seasons. Una rullata di batteria esplode su un crash in contemporanea con l’ingresso degli altri strumenti, tra i quali delle chitarre elettriche che rimandano al rock americano più sbarazzino. Conferma che viene dalla strofa animata da un charletone in sedicesimi, che si apre in un ritornello melodicamente accattivamente.

Su tutto si staglia una voce, tutt’altro che efebica nonostante sia distante anni luce da quella di Cash & co, che trasmette. Cosa? Beh, si potrebbe dire il rock and roll e le relazioni turbolente, che sono andate di pari passo dall’inizio dei tempi. D’altronde le origini dei Blind Season non sono diverse. Inizia con lo sfasciamento dell’auto di un amico comune da parte dei membri della band.

I Blind Season avevano subito 5 diverse incarnazioni, fino a quando Shane Sigro, il chitarrista fondatore, dovette affrontare la decisione finale tra soccombere alla normalità o dimostrare che i membri precedenti si sbagliavano. Scegliendo quest’ultima strada, Sigro ha cominciato a prendendo lezioni di canto e a scrivere la nuova musica che avrebbe dato vita alla nuova era di Blind Season.

Il prossimo album di Blind Season sarà un’ode alla solitudine e alla tossicità, che sembra essere stato strappato dal diario di Billy Corgan e presentato in un film di Tim Burton. Con l’attuale clima discutibile del mondo non c’è dubbio che questo album troverà la sua giusta casa e diventerà un segno dei tempi. Intanto One Final Goodbye lo anticipa in modo impeccabile.

Infatti nel singolo si può già respirare la libertà tipica cui anelano gli artisti, che altro non sono che persone che ricercano il senso delle cose. Sempre se sono onesti verso se stessi, prima ancora che verso un ipotetico pubblico. Che, lo auguro alla band, in questo caso potrebbero anche far crescere, vista la qualità compositivo-produttiva di tal pezzo.

Quindi, sì, gettate un occhio, anzi un orecchio, su questo brano. Non ve ne pentirete.

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